Cinemando # 3





UNA STORIA VERA [The Straight Story], David Lynch, 1999.

Non so spiegare il perchè, ma mi risulta sempre davvero diffcile parlare dei film di Lynch, di questo ancora di più. Perchè Una storia vera è un film di cui non si parla, ma che va visto, perchè ti colpisce direttamente al cuore con una profondità ed una bellezza unici. E' struggente, delicato, appassionato, vero.
Da vedere subito, armati di fazzolettini, perchè ogni volta che il vecchio Alvin (un bravissimo e realmente sofferente Richard Farnsworth) parla dice qualcosa che ci apre il cuore.
Grandissimo Lynch.
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Il 73enne Alvin Straight vive una vita tranquilla con la figlia Rose; un giorno però ha una brutta caduta e durante la visita il dottore gli fa capire che ormai è agli sgoccioli.
Pochi giorni dopo riceve una chiamata: il fratello Lyle, col quale per colpa di un brutale litigio non parla più da 10 anni, ha avuto un infarto ed è messo piuttosto male.
Alvin capisce che non può andarsene, e non può lasciar andare il fratello, senza avergli chiesto scusa..
Non avendo più la patente l' unica cosa che può guidare è un trattorino tagliaerba, e nonostante i dolori della vecchiaia e della caduta, intraprende il lungo tragitto di quasi 400 chilometri che li separano, il viaggio più lungo della sua vita.


FUGA DA LOS ANGELES [John Carpenter's Escape from L.A.], John Carpenter, 1996.

Daltronde anche un grande come Carpenter da qualche parte doveva pur toppare.. bhe questo film (?) è decisamente il suo piede in fallo -_-
Se la sua carriera ci ha abituato ad effetti speciali caserecci, qui ci troviamo invece di fronte ad una susseguirsi di baracconate compiuterizzate indegnamente realizzate con i piedi (ok era il '96, ma proprio per questo, visto che la computer grafica ancora era traballante, poteva continuare sulla sua scia abituale e proporci i suoi vecchi effetti handmade che tanto bene gli vengono, visto che la pellicola dell' 81 è cento miliardi di volte meglio!!), come ad esempio tutta la sequenza iniziale del viaggio con il sottomarino che sembra uscita da il più infimo videogioco per pc, compreso di squalo dentuto che cerca di morderlo -__-
Il film (?) dovrebbe ricongiungersi al primo capitolo, 1997: Fuga da New York, come se si svolgesse una cosa come 16 anni dopo; in realtà appare più come un remake dell' orginale che ci ripropone in tutto e per tutto, passo dopo passo gli espedienti di questo (tristissimo). Se ne discosta soltanto sul finale che prende un piega più oscura (in tutti i sensi).
Come protagonista ritroviamo il buon vecchio Jena Plissken, interpretato da un sempreverde Kurt Russell vagamente invecchiato, ma con più capelli. Kurt sembra sempre più fogato e tamarro e ci propone sequenze su sequenze involontariamente (?) ridicole come ad esempio l' inseguimento in moto rigorosamente impennata, o l' attacco finale in deltaplano -___-
Fra i suoi vari espluà indimenticabile la sequenza in cui si mette indecorosamente a serfare su un' onda megalitica palesemente fatta con Power Point *_* roba soltanto da Angolo della Vergogna!!!!
"Indimenticabili" anche tutti i personaggi secondari come ad esempio il travestito finale, il cattivo che sembra Che Guevara o Steve Buscemi, che con questa pellicola può sicuramente vantare di aver toccato uno dei punti più bassi della sua carriera.
Fra i tanti troviamo anche una Golino come al solito monoespressiva e sciapita e calzante un' indecorosa, indegna, indescrivibile, indomabile, indecifrabile, indecente, indefinibile (e chi più ind trova più ind ci metta) acconciatura di capelli che la fa apparire più cane di quanto già non sia -____- ancora una volta mi resta inspiegabile il suo successo internaizonale.
"Notevole" infine l' apparizione di Bruce Campbell che fa un piccolo cameo nelle vesti di un chirurgo plastico impazzito dalla faccia gonfia come uan zampogna -_____-
Ancora una volta il regista usa un suo film (?) come critica sociale, ma stavolta le critiche sono banali, mal sfruttate, trite e ritrite e così palesi da sembrare più un pretesto per dare un senso a questo film (?), anche se un senso questo film (?) non cè l' ha. E cmq niente che già Carpenter non avesse decisamente meglio trattato nel capitolo precedente o in altri film come ad esempio Essi Vivono.
Un vero peccato, un' occasione sprecata.. o, meglio ancora, un' occasione che era il caso di non sfruttare proprio.
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Per colpa di un terribile terremoto la città di Los Angeles si è staccata dal resto della nazione; il nuovo Presidente degli Stati Uniti, fanatico ed estremista religioso, decide di utilizzare quell' isola come carcere per chi ha infranto le sue nuove e severissime leggi morali e di conseguenza ha perso la cittadinanza americana.
2013: Utopia, la figlia del Presidente, unitasi alla corrente di pensiero del ribelle anarchico Cuervo Jones che ovviamente ha come quartier generale Los Angeles, ruba un telecomando in grado di rendere inutilizzabile qualsiasi congegno elettronico del pianeta.
Il Governo, memore del successo dell' impresa di Jena Plissken 16 anni prima nel carcere di New York, decide di riutilizzarlo per lo stesso titpo di incarico.. in cambio avrà il condono della sua condanna di espulsione e salva la vita dal virus che gli è stato inettato di nascosto.. Jena deve accettare per forza, ma il tempo a sua disposizione è ancora meno, solo 6 ore.

VIALE DEL TRAMONTO [Sunset Boulevard], Billy Wilder, 1950.

E' si, qui si va sul Classico intramontabile! Ne è prova inconfutabile l' incredibile forza di attualità che sprigiona ancora oggi, a 61 anni dalla sua uscita.. solo un vero e proprio Capolavoro può permetterselo.
Una storia che si sviluppa sobria, lineare, eppure cos'ì avvincente ed intrigante grazie anche ai molteplici sottotesti, implicazioni ed interpretazioni che si possono cogliere fra un fotogramma e l' altro, che lo rendono stratificato e  complesso; merito sicuramente delle grandissime prove degli attori, capitanati da un bravissimo William Holden ed un' indimenticabile Gloria Swanson, una dimenticata Norma Desmond la cui gestualità appare allo stesso tempo passionale e fredda, così come allo tempo affascina e fa rabbrividire.
Il grande Wilder, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, ci regala una tecnica spettacolare che fonde sequenze chiare e pulite ad atmosfere tetre e decadenti, creando fotografie spettacolari  (il corpo nella piscina ripreso dal basso, la scimmia morta sul catafalco, la discesa finale della Desmond dallo scalone della casa-museo..)
La storia poi che si fonde volontariamente ed involontariamente con la realtà (la Swanson che veramente è stata una grande diva del muto era fralaltro la protagonista dell' ultimo film di Erich von Stroheim, nel fim il suo tuttofare Max, del quale aveva contribuito a stroncare la carriera di cineasta) ci regala, a posteriori, un motivo in più per apprezzare la fatalità di questa pellicola.
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Joe Gillis è un giovane soggettista di Hollywood che da un po' di tempo si trova in bolletta. Un giorno per sfuggire ai creditori che vogliono sequestrargli la macchina si rifugia nel giardino di un' enorma villa decrepita sul Sunset Boulevard.
Quella che sembrava una casa abbandonata si rivela invece ancora abitata da una vecchia diva del cinema muto, da anni fuori dagli schermi, Norma Desmond, e dal suo maggiordomo tutto fare Max. La Desmond vive in solitudine senza uscira dalla sua villa ormai da anni, e in segreto stà scrivendo la scenegiatura di un film colossale su Salomè che la vedrebbe come attrice principale, segnando così il suo ritorno sulle scene.
Joe si rende conto che è un prgetto assurdo e che nessun regista accetterà mai, ma quando Norma gli propone di risistemarlo in cambio di vitto, alloggio e una lauta ricompensa monetaria, non può rifiutare.. si ritrova così piano piano iprigionato nella casa-museo insieme alla sua ingombrante padrona che scivola sempre più in spirale di megalomania e follia..







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purtroppo ieri è stato il mio ultimo giorno di stage da Pimkie.. non ero pagata e quindi concettualmente era una merda di lavoro, ma mi piaceva un sacco e con le colleghe stavo benissimo, e poi dopo 6 mesi era diventato decisamente una parte della mia vita! mi macheranno tantissmoooooo ç_________ç waaaaaaaa!!!! che tristezza T_T fino in fondo ho sperato in una eventuale assunzione a tempo determinato, ma alla fine ho dovuto forzatamente fare i conti con la realtà ed accettare il fatto che in questo momento non assumono nessuno. e quindi mi ritrovo a piedi un' altra volta. e che palle.

poi, giusto per iniziare bene i miei giorni di disoccupazione stamattina mi sono alzata ad un orario indegno per andare a fare l' analisi del sangue -_- odioso, veramente odioso. grrr...
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7 commenti:

occhio sulle espressioni ha detto...

Ciò che hai detto su film di Lynch mi ha colpito, ottime parole per dare l'idea...

alessio ha detto...

hahaah in mezzo a due grandi film ci stava la baracconata!

una storia vera è una pellicola riuscitissima, vero per il tema, assurdo per la storia, vero per la realizzazione (l'iperrealismo di lync alla telecamera ci stà benissimo) e non verosimile-simbolico come le altre pellicole del maestro. Bellissimo!
Viale del tramonto...inutile perlarne...must see...lo amo.


ale

Pavona* ha detto...

@ O.S.E:
grazie! speravo di riuscire a rendere l' idea ed il sentimento senza dover usare troppe parole, mi fa piacere sapere che ci sono riuscita :)

@ ale:
altro che baracconata XDDDD rido al suo ricordo solo per non piangere -___-°°°°

Midnight'sDreams ha detto...

Sotto tuo consiglio spassionato ho visto anch'io "Una storia vera" e devo dire che avevi proprio ragione! E' davvero un bellissimo film e ho pianto come una fontana dall'inizio alla fine!! XD
Bello bello bello!

Pavona* ha detto...

@ Midnight:
te l' avevo detto :) un vero capolavoro, di film così se ne vedono pochi purtroppo..

cinemaleo ha detto...

"Viale del tramonto": intrigante, cupo, affascinante, delirante, inquietante, geniale, folgorante… Quanti sono gli aggettivi che i critici hanno utilizzato per descrivere questo vero e proprio gioiello?

Pavona* ha detto...

@ cinemaleo:
sempre toppo pochi.. e cmq non rendono proprio l'idea della bellezza di questo film :)